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Patate dolci: 7 modi per cucinarle

Le patate rappresentano uno di quei cibi la cui bontà non richiede alcun tipo di presentazione: addirittura si potrebbe trasformare il famoso detto in “paese che vai, patate che trovi”. Ne esistono davvero tante varietà, da quelle classiche a pasta gialla a quelle dalla polpa bianca fino ad arrivare alle squisite patate dolciDI TANTI COLORI, LE PATATE AMERICANE POSSIEDONO LA LORO RICCHEZZA PROPRIO NELLA BUCCIA più comunemente conosciute come patate americane. Cristoforo Colombo sarebbe fiero del successo che questa varietà ha riscosso soprattutto nei Paesi europei: in realtà, occorre specificare che non si tratta di tuberi appartenenti alla famiglia delle patate nostrane (della famiglia delle Solanacee), bensì di radici tuberose – chiamate anche batatas – rientranti nella categoria delle Convolvulaceae, dal gusto molto più dolce, a metà strada fra le patate a pasta gialla, la zucca e le carote. Coltivate soprattutto nelle regioni del Lazio, della Puglia, della Sicilia e del Veneto, non è raro trovarle sui banchi dei supermercati e dei mercati rionali: dall’aspetto generalmente grande e affusolato, ma con un’infinita varietà di colorazioni differenti. Arancioni, marroni, viola, rosse, beige o rosate, le patate americane possiedono la loro ricchezza proprio nella buccia. Grazie ai loro colori più o meno accesi, infatti, non solo contengono un elevatissimo contenuto di vitamine A e C, ma rappresentano anche una preziosa fonte di carotenoidi, flavonoidi e antociani, dall’importante potere antiossidante.

Le patate dolci hanno un indice glicemico più basso. Quando ingeriamo cibi con alti indici glicemici, i livelli di zucchero nel sangue aumentano velocemente e questo richiede uno sforzo pancreatico per produrre una sufficiente risposta insulinica al fine di trasferire il glucosio in eccesso nel sangue nelle cellule e quindi ripristinare normali livelli di zucchero nel sangue.

Se questi eventi si ripetono quotidianamente per più e più settimane, si corre il rischio di diventare insulino-resistenti, una condizione che precede di frequente lo sviluppo di una serie di malattie conosciute come sindrome metabolica. Durante il corso di mesi ed anni, l’insulino-resistenza porta ad una moltitudine di effetti nefasti per la nostra salute, tra cui obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, pressione alta, elevati livelli di colesterolo, infiammazione sistemica, gotta, acne e tumore del colon, prostata e seno;

Altro aspetto da non sottovalutare è il ridotto impatto su colesterolo e glicemia: a dispetto del loro sapore molto più dolciastro rispetto alle classiche patate, mangiarle – senza preoccuparsi troppo delle quantità – non creerà pericolosi picchi glicemici, tenendo la vostra insulina sotto controllo. Insomma, sono tante le ragioni per decidere di cimentarsi in ricette a base di patate americane: il loro utilizzo in cucina infatti è particolarmente versatile, potendo essere impiegate sia nella preparazione di piatti salati, che nella realizzazione di golosi dessert. La consistenza farinosa e morbida, unita al sapore delicato e leggero, vi consentirà di sperimentare un gran numero di ricette, tutte diverse tra loro, tra cui zuppe, sformati, piatti etnici e dolci. Ecco allora 7 modi semplici e veloci per cucinare le patate dolci creando dei golosi manicaretti.

  1. Al forno. Per questo tipo di cottura il primo passaggio da seguire è quello di avvolgere le patate americane in un foglio d’alluminio dopo averle accuratamente lavate, senza però asciugarle. Posizionatele su una teglia o direttamente su una leccarda da forno e infornatele in modalità statica per almeno 45 minuti ad una temperatura di 180 °C. Considerate che i tempi di cottura potranno variare a seconda del tipo di forno e della dimensione delle patate, quindi se vi cimentate per la prima volta in questo tipo di ricetta e avete qualche dubbio sul giusto grado di cottura, scegliete patate di dimensioni simili per una cottura il più possibile omogenea. La tecnica per verificare che siano cotte a puntino è quella del classico stuzzicadenti: quando riuscirete a infilzare la polpa con facilità e al momento dell’estrazione risulterà bello asciutto vorrà dire che le vostre patate saranno pronte. In alternativa, potete adottare questa modalità di cottura, sbucciando le patate e riducendole a bastoncini: disponetele su della carta forno, condite con le spezie che più preferite (timo, cannella, noce moscata, paprika o peperoncino) e cuocete in forno preriscaldato a 200 °C gradi per 20 minuti. Salate solo a fine cottura.

  2. Alla brace. Sarete avvolti da un profumo intrigante e tentatore, senza considerare il sapore dolce e allo stesso tempo affumicato che si sprigionerà a ogni morso: la cottura alla brace è sicuramente uno dei metodi che meglio esalta le caratteristiche di queste gustose radici tuberose. Per prima cosa, lavate bene le patate senza privarle della buccia, asciugatele e incidetele con un taglio a croce. Avvolgetele in un foglio di alluminio e lasciatele cuocere per circa 2 ore sulla brace bella calda. Se non avete sufficiente tempo a disposizione, potete portarvi avanti sbollentando leggermente le patate prima di proseguire la cottura sulla brace.

  3. Al vapore. Per assaporare il sapore della patata dolce in tutta la sua semplicità la cottura al vapore è senz’altro una modalità vincente. Così preparate, le vostre patate potranno essere servite con abbinamenti particolari e stravaganti: pensate per esempio alla deliziosa accoppiata con il salmone, con la salsa allo yogurt o ancora con delle verdure di stagione, magari cucinate al cartoccio. I passaggi per realizzare questo piatto davvero gustoso e così genuino sono molto semplici: lavate bene le patate con la buccia, mettetele nel cestello della vaporiera e cuocete per circa 15-20 minuti. Una volta pronte, lasciatele raffreddare e conditele a vostro piacimento.

  4. Bollite. Forse tra tutti il metodo di cottura meno allettante, ma quando le protagoniste sono le patate americane il risultato assume tutto un altro sapore. Come nella tecnica al vapore, anche in questo caso, il pregio è quello di conservare intatto il sapore autentico degli ingredienti, con l’unica differenza riguardo alle tempistiche, leggermente più lunghe. Una volta che avrete lavato le patate, con tutta la buccia, tuffatele in acqua fredda non salata e lessatele per circa 40-50 minuti controllando la cottura con l’aiuto di uno stuzzicadenti. Quando saranno abbastanza morbide, scolatele e conditele con sale, aromi e spezie.

  5. Al microonde. Se non avete molto tempo a disposizione ma non volete comunque rinunciare a un bel piatto di patate al forno, la soluzione è l’utilizzo del microonde. Dovrete solo avere qualche accortezza nella fase preliminare alla cottura vera e propria: innanzitutto lavate le patate con la buccia, asciugatele e bucherellate tutta la superficie con i rebbi di una forchetta per evitare il rischio che esplodano durante la cottura. Avvolgetele nella carta forno oppure mettetele in un contenitore con coperchio adatto al calore del microonde. Impostate una potenza di circa 600W – 750W e cuocete per i primi di tre minuti. Interrompete la cottura e rigirate la patata anche dall’altro lato, azionando nuovamente per altri tre minuti: fate la prova, infilzando le patate con una forchetta e, una volta pronte, lasciatele alcuni minuti nel microonde spento in modo che il calore continui a penetrare nella parte più interna.
  6. Fritte. Da fritte le patate dolci sembreranno delle carote tagliate alla julienne: solitamente ridotte a bastoncini sottili e dal colore rosso-arancio, le patate dolci, se fritte, potranno essere scambiate facilmente per delle carote tagliate alla julienne. Ma dopo averne assaggiato anche un solo pezzetto non avrete dubbi e difficilmente riuscirete a fermarvi. Ma veniamo a come prepararle: prima di friggerle, dovrete sbollentare le patate dolci, già tagliate a bastoncini, per circa cinque minuti in una casseruola contenente abbondante acqua fredda. In questo modo, quando le tufferete nell’olio bollente basteranno pochissimi minuti per ottenere una doratura perfetta senza il rischio che si sfaldino durante la cottura. Una volta pronte, scolatele con l’aiuto di una schiumarola e riponetele in un piatto coperto da carta assorbente: salatele e servitele ancora belle calde.

  7. Per dessert. Un dolce a base di patate: morbido, delicato e profumato. Tanti e diversi gli abbinamenti con gli ingredienti classici del mondo pasticceria tra creme, cioccolato e frutta secca. Il passaggio iniziale per preparare qualsiasi torta che abbia un goloso ripieno di patate americane è sempre lo stesso: basterà lessarle – in questo caso senza buccia – ridurle in purea e unirle all’impasto. Provate a realizzare crostate con crema e patate o ancora torte dall’impasto a base di cioccolato, cannella e ovviamente, patate.

Fonte: Agrodolce

 

Le ricette che trovi nei nostri ricettari sono tutte preparate tenendo conto di queste regole, la maggior parte degli elementi utilizzati fanno parte dei cibi a basso indice glicemico.

 

 

 

 

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7 rituali mattutini per eliminare la cellulite

State cercando di sconfiggere la cellulite? Certamente saprete già che si tratta di un compito estremamente difficile che richiede molto sforzo e costanza.

Anche se si tratta di una sfida e anche se sarà difficile eliminare ogni traccia di cellulite, seguendo una routine adeguata, sarà possibile ottenere ottimi risultati.

Di seguito elencheremo i 7 rituali mattutini da seguire per eliminare la cellulite. Non pensate di notare miglioramenti dopo pochi giorni, perché ci vorrà più tempo.

Se sarete costanti in un mese e mezzo apprezzerete evidenti risultati.

 

  1. Bere acqua e limone appena svegli

Questo è un rituale semplice che porta grandi benefici. È molto facile da realizzare, in quanto richiede solo di spremere il succo di un limone e di mescolarlo con una tazza d’acqua tiepida o calda.

Assicuratevi di usare limoni biologici e acqua purificata per evitare sostanze tossiche che possono essere dannose.

Con questa ricetta, non solo riuscirete ad eliminare la cellulite, ma aiuterete anche a combattere le tossine degli alimenti che assumete nell’arco della giornata.

L’acqua con limone ha grandi proprietà che non bisogna sottovalutare. Reidrata e aiuta ad avere un sonno più ristoratore.

 

  1. Realizzare una routine di esercizi anticellulite

Può essere difficile stabilire una routine di esercizi per eliminare la cellulite. Tuttavia, un volta che vi abituerete, non potrete immaginare di iniziare la giornata senza realizzarla.

Una buona routine di esercizi anticellulite è quella che vi aiuta a lavorare il muscolo. In questo modo, brucerete il grasso accumulato e rassoderete la pelle in cui era presente la cellulite.

È importante che fin dall’inizio siate coscienti del fatto che avrete bisogno di almeno un mese per vedere i primi risultati. I migliori esercizi sono:

  • Squat
  • Addominali
  • Addominali obliqui
  • Salire e scendere le scale

È importante realizzare questi esercizi con pazienza. Non vedrete grandi risultati nel corso del primo mese perché essi non saranno visibili prima di 6 settimane di esercizi costanti. La cosa importante è non perdersi d’animo e, soprattutto, non smettere di realizzare la routine una volta ottenuti i risultati desiderati.

  1. Spazzolare la pelle prima di farsi il bagno

Spazzolare la pelle a secco è una procedura che deve diventare un’abitudine. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è una spazzola con setole naturali (in caso contrario potremmo graffiare o ferire la pelle).

Con essa dobbiamo spazzolare ogni parte del corpo. Questo rituale non solo aiuterà ad eliminare la cellulite, ma anche a migliorare la circolazione sanguigna e ad accelerare il metabolismo.

Spazzolare la pelle funziona di per sé abbastanza bene, ma se volete ottenere risultati più velocemente, provate con un programma detox una volta al mese. I risultati vi sorprenderanno.

  1. Applicare una crema anticellulite

Dopo aver spazzolato la pelle, dovete farvi il bagno come d’abitudine. Ciò vi aiuterà ad eliminare tutte le cellule morte che ha rimosso la spazzolatura. Dopo il bagno, applicate una quantità sufficiente di crema specifica per eliminare la cellulite.

Molte donne credono che queste creme non siano utili solo perché non si vedono risultati a breve termine. È importante ricordare che se le si applica semplicemente, senza fare esercizio o senza spazzolare la pelle, i risultati impiegheranno molto più tempo ad essere visibili.

Le migliori creme per eliminare la cellulite sono quelle ricche di antiossidanti. Potete trovarne una grande varietà a base di caffeina, ma potete usarne qualsiasi altro tipo che sia di vostro gradimento.

Quando applicate la crema anticellulite, dovete realizzare delicati movimenti circolari. Essi permetteranno di spostare i depositi di grasso.

  1. Fare una colazione anticellulite

Tutti i rituali mattutini per eliminare la cellulite che vi abbiamo consigliato serviranno a poco se la vostra dieta è pessima. La cosa migliore è iniziare la giornata con alimenti capaci di combattere la fastidiosa pelle a buccia d’arancia.

Quando cucinate, optate per l’olio di cocco invece di quelli tradizionali. Dovete includere anche più verdure che carne ed evitare ogni tipo di grasso. Una buona opzione è quella di mangiare un’insalata o di bere un frullato verde.

 

  1. Prendete un integratore alimentare

Se cercate di eliminare la cellulite, dovrete diminuire il consumo di certi alimenti. Una conseguenza potrebbe essere la carenza di alcuni principi nutritivi. Per evitare problemi di salute, vi consigliamo di assumere alcuni integratori alimentari.

Esiste una grande quantità di opzioni, prezzi e marche. Se la vostra attività fisica è moderata e la dieta equilibrata, un integratore normale sarà più che sufficiente.

Se realizzate molta attività fisica e avete dunque bisogno di una dieta specifica, potete scegliere un integratore più completo.

Ricordate che è sempre meglio ottenere le vitamine e i minerali tramite l’alimentazione piuttosto che ricorrere agli integratori.

  1. Bevete un bicchiere d’acqua naturale

L’ultimo rituale mattutino per eliminare la cellulite è quello di bere un bicchiere d’acqua naturale. Anche se avete già preso prima acqua con succo di limone, questo secondo bicchiere d’acqua vi aiuterà a reintegrare i liquidi dopo aver realizzato l’esercizio fisico.

Nella lotta contro la cellulite è di vitale importanza che la pelle sia ben idratata. Nonostante sia vero che le creme lascino una sensazione di morbidezza sulla pelle, questa non dura a lungo se non ci idratiamo in modo adeguato.

Non dovete dimenticarvi di assumere due litri d’acqua al giorno. In ciò dovete essere il più costanti possibile. Il consiglio è quello di portare sempre con voi una bottiglia d’acqua per evitare di dimenticarvi di bere o di cadere nella tentazione di acquistare una bevanda zuccherata.

 

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Alimenti a basso indice glicemico: quali sono?

Conoscere quali sono gli alimenti a basso indice glicemico è molto importante per svariati motivi, ma soprattutto per il benessere del corpo. L’indice glicemico consiste nella capacità dei carboidrati di aumentare il livello di glucosio nel sangue. In linea di massima, sarebbe essenziale scegliere di consumare prodotti integrali, messi a punto con farine non raffinate. In questo modo si può evitare che la glicemia aumenti eccessivamente, con la possibilità di danneggiare il pancreas, di rallentare il metabolismo e di far incorrere nel sovrappeso. È quindi importante conoscere quali sono gli alimenti poveri di zuccheri, per poter regolare ed evitare le conseguenze del diabete.

L’indice glicemico, o IG, di un alimento indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un quantitativo dell’alimento contenente 50 g di carboidrati. La velocità si esprime in percentuali prendendo il glucosio come punto di riferimento (100%). Un cibo con un punteggio dell’indice glicemico alto produce un grande picco momentaneo di glucosio dopo il suo consumo. Al contrario, un alimento con un basso indice glicemico provoca un’elevazione del glucosio nel sangue più lento e sostenuto. In generale, si può dire che il valore aumenta in relazione alla digeribilità di un alimento. Infatti, i livelli di zuccheri nel sangue diventano più alti via via che si porta avanti il processo di digestione e di assimilazione da parte dell’organismo. In questo senso i tempi variano, a seconda del tipo di cibo e dei nutrienti che lo compongono. Pertanto, gli alimenti a basso indice glicemico sono quelli che presentano una digestione e un assorbimento degli zuccheri più lento e quindi causano un più graduale e blando aumento della glicemia del sangue, protraendo nel tempo il senso di sazietà.
In gravidanza, seguendo una dieta con l’assunzione di carboidrati a basso indice glicemico, si può ridurre il rischio di prendere troppo chili, non esponendosi all’ipertensione, al diabete e avendo l’opportunità di ritornare velocemente in forma dopo il parto.

Come si calcola 

Il carico glicemico è un criterio di valutazione degli alimenti che tiene conto sia della qualità che della quantità dei carboidrati in una porzione, a differenza dell’indice glicemico, che invece considera solo la loro qualità.
Per calcolare l’indice glicemico bisogna assumere 50 grammi di carboidrati e tenere sotto controllo i valori della glicemia nel corso delle due ore che seguono. Gli alimenti a basso indice glicemico sono considerati quelli che hanno un valore inferiore a 50, gli alimenti a medio IG sono quelli compresi tra 51 e 69, mentre gli alimenti con alto indice glicemico sono quelli con un valore maggiore di 70.
Tuttavia, in una dieta, controllare solo l’indice e il carico glicemico può non essere l’unico accorgimento per tener sotto controllo i livelli glicemici. Infatti, è soprattutto fondamentale calcolare, in grammi, la quantità degli alimenti che si vanno ad assumere, senza esagerare.

 

I migliori alimenti a basso indice glicemico

Una dieta a basso indice glicemico consentirebbe di controllare l’appetito, ed il peso, ed è utile soprattutto per i diabetici. I cibi vengono assorbiti in maniera lenta e danno un più lungo senso di sazietà, spingendo quindi a non abbuffarsi. Un principio alla base di diversi regimi alimentari, fra i quali la dieta Montignac, una filosofia alimentare che mira alla minore introduzione di zuccheri nell’organismo, in modo che non vengano stimolate troppo la produzione di insulina e la formazione dei grassi.
Per comprendere meglio quali sono gli alimenti da preferire e quali, invece, quelli da limitare o evitare, ecco una tabella che riassume il carico glicemico di alcuni alimenti, nella quale i cibi sono stati disposti in ordine crescente di valore glicemico:

Basso Indice Glicemico 0-50 Indice Glicemico Moderato 51-70 Alto Indice Glicemico 70+
Zucchine Pane di grano saraceno Riso rosso
Tofu Succo di mela Orzo perlato
Soia Fichi e prugne secche Banana matura
Crusca Yogurt magro alla frutta Senape
Avena Uva Ketchup
Sciroppo agave Cous cous integrale Nespola
Noce-Nocciola Succo di pompelmo Dattero
Farina di Carrrube Succo d’arancia Spaghetti ben cotti
Cacao in polvere Riso Basmati integrale Riso soffiato
Yogurt di soia naturale Pane di segale Fecola di patate
Fruttosio puro Mango Bibite gassate
Latte d’avena Kiwi Croissant
Latte di soia Banana Pane al latte
Ceci Muesli senza zucchero Carote cotte
Carote crude Ananas Farina bianca
Albicocche Cachi Birra
Salsa di pomodoro Melone Riso bianco
Quinoa Zucca Fette biscottate
Riso selvatico Semola integrale Polenta
Prugne Pane integrale tostato Pane per hamburger
Piselli freschi Patate dolci Purè di patate
Pesche Bulgur integrale Zucchero
Semi di lino e sesamo Biscotti secchi Latte di riso
Farina di ceci Biscotti frollini Rapa cotta
Fagioli rossi e neri Grissini Pane bianco senza glutine
Azuki Spaghetti Farina di riso
Amaranto Saccarosio Patate al forno
Fagioli Cannellini Gnocchi di patate Patate fritte
Arancia Patatine in busta Sciroppo di glucosio

 

Le ricette che trovi nei nostri ricettari sono tutte preparate tenendo conto di queste regole, la maggior parte degli elementi utilizzati fanno parte dei cibi a basso indice glicemico.

 

Fonte: Tantasalute

 

 

 

 

 

 

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Camminare: i benefici per la salute

Non esiste alcuna condizione fisica, estetica o di salute che non ottenga benefici dall’abitudine di camminare. Camminare non fa bene solo ai piedi e alle gambe, ma ha benefici per il corpo intero e la mente. L’aumento della microcircolazione che si ottiene con una passeggiata giornaliera migliora la qualità di vita: di seguito ti spieghiamo perché.

Camminare da 1 a 5 minuti. I primi passi attivano il rilascio di chimici nelle cellule capaci di produrre energia. Il battito cardiaco aumenta da circa 70 a 100 battiti per minuto, aumentando la circolazione sanguigna e riscaldando i muscoli. Le articolazioni cominciano a rilasciare fluidi lubrificanti, che ci aiuteranno a muoverci meglio. Camminando si bruciano circa 5 calorie al minuto: il corpo ha bisogno di più energia e comincia a cercarla nei depositi di grasso.

Camminare da 6 a 10 minuti. Il battito cardiaco aumenta e si bruciano fino a 6 calorie al minuto. Un leggero aumento della pressione sanguigna viene bilanciato dal rilascio di sostanze chimiche che dilatano i vasi sanguigni, portando più ossigeno e sangue ai muscoli.

 

 

Da 11 a 20 minuti. La temperatura corporea comincia ad aumentare e si comincia a sudare, in quanto i vasi sanguigni vicini alla pelle si dilatano rilasciando calore. Man mano che si aumenta la velocità, si possono aumentare fino a 7 calorie al minuto. Alcuni ormoni, come l’adrenalina e il glucagone, cominciano a dare energia ai muscoli.

Da 21 a 45 minuti. Sentendoci rinvigoriti, ci si comincia a rilassare rilasciando tensione e stress, grazie alle endorfine nel cervello. Bruciando il grasso si riduce l’insulina, portando benefici maggiori a chi sta lottando contro l’eccesso di peso o il diabete.

Da 45 a 60 minuti. I muscoli cominciano ad avvertire la stanchezza, in quanto vengono ridotti i depositi di carboidrati. Mentre si rallenta, la frequenza cardiaca diminuisce, e si respira più lentamente. Si stanno bruciando meno calorie, ma più di quante si bruciavano all’inizio della passeggiata. La combustione delle calorie rimane alta per circa un’ora.

(Tratto da Rimedio Naturale)

 

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Liberati della ritenzione idrica in 6 semplici mosse

Quando mangi in modo squilibrato e disordinato per parecchio tempo e fai una vita molto sedentaria, è quasi sicuro che prima o poi si formeranno dei ristagni di liquidi e gonfiore.

La ritenzione idrica affligge sempre più donne e il modo migliore per contrastarla è stroncarla sul nascere con un’alimentazione corretta e con una buona prevenzione.

Che cos’è la ritenzione idrica?

La ritenzione idrica è la formazione di un eccesso di fluidi all’interno del corpo.

E’ anche conosciuta come ritenzione dei fluidi o edema.

La ritenzione idrica può riguardare il sistema circolatorio o l’interno di tessuti e cavità. Può provocare gonfiore di mani, piedi, caviglie e gambe.

I motivi per cui si presenta possono essere diversi.

Alcune donne hanno ritenzione idrica in gravidanza o prima del ciclo.

Le persone poco attive fisicamente, come quelle costrette a letto o che passano molto tempo sedute potrebbero esserne affette.

La ritenzione idrica in genere è un problema che riguarda soprattutto le Costituzioni Fredde.

Se il gonfiore è moderato e non ci sono altre patologie in corso, è possibile ridurre la ritenzione idrica con qualche semplice cambiamento alimentare e qualche rimedio naturale.

In questo articolo trovi alcuni metodi molto efficaci per contrastare questo problema, ma tieni presente che più si agisce in modo mirato, migliori sono i risultati che puoi ottenere.

 

1. Dai calore al corpo

Per eliminare la ritenzione idrica dovrai dare maggior calore a tutto l’apparato digerente per smuovere un po’ il metabolismo.

La regola d’oro per farlo è bere acqua calda. Non basta nemmeno a temperatura ambiente. Porta sempre con te un thermos in modo da consumare nel corso della giornata solo ed esclusivamente acqua calda.

Nella tua cucina cerca di dare più spazio agli alimenti cotti, sia pure in modo leggero.

Più si da calore al proprio corpo e più si smaltisce.

Quindi riduci le insalate, i vegetali crudi, l’eccesso di frutta e i centrifugati. Queste sono tutte cose che dovrebbero essere evitate se tendi al gonfiore.

Per quanto riguarda l’insalata è molto importante saltarla. Aggiungi un pizzico di sale, un goccio d’olio e delle spezie, saltala per pochi minuti in modo che diventi più calda e più facile da trasformare per il corpo. Deve essere calda ma non sfatta!

Introduci cibi cotti come zuppe di verdura con spezie (soprattutto coriandolo e curcuma).

Cerca di fare un’alimentazione equilibrata durante la giornata, che preveda sempre un piatto di verdura cotta in modo leggero (a vapore, saltata leggermente) e un piatto a base di proteine.

Elimina completamente la pasta e consuma esclusivamente cereali integrali in chicchi, ma al massimo una volta al giorno, solo quelli senza glutine e in piccole porzioni, conditi a crudo con i grassi sani.

2. Elimina gli alimenti intossicanti

Cerca di non introdurre più tossine attraverso i cibi raffinati e troppo saporiti.

Mangiare carboidrati raffinati conduce a rapidi picchi glicemici e nei livelli di insulina.

Alti livelli di insulina fanno sì che il corpo trattenga più sodio aumentando il riassorbimento di sodio nei reni.

Questo conduce a un volume maggiore di fluidi all’interno del corpo.

Esempi di carboidrati raffinati sono zucchero da tavola, farina bianca, pane, pasta e prodotti da forno.

Elimina anche i cibi che contengono grassi di cattiva qualità e quindi l’olio di cattiva qualità, le fritture, i grassi animali e i derivati da latte pastorizzato.

Elimina anche tutti i cibi conservati e surgelati.

Limita gli alcolici che inibiscono la produzione di ormone anti-diuretico, portando alla disidratazione. Questo porta il corpo a trattenere i liquidi e a creare ristagni.

3. Riduci il sale

Il sale è fatto di sodio e cloro.

Il sodio si lega all’acqua nel corpo e aiuta a mantenere l’equilibrio dei fluidi all’interno e all’esterno delle cellule.

Se mangi spesso piatti ad alto contenuto di sale, come la maggior parte del cibo processato, il tuo corpo potrebbe trattenere liquidi.

Questi cibi sono in realtà la più grossa fonte alimentare di sodio.

4. Introduci erbe, alghe, tisane e minerali

Ci sono poi delle erbe che possono aiutarti quando la ritenzione è già in agguato, per es. l’abitudine di bere del succo caldo di barbabietola che è in grado di smaltire il gonfiore.

Sedano

Il sedano (foglie, gambo e semi) è un potente disintossicante. Stimola i reni a liberarsi dei materiali di scarto e in particolare aiuta a sciogliere i sali che si depositano nelle articolazioni causando infiammazioni.
Il succo del gambo e delle foglie è molto utile per disintossicarsi e per perdere peso..

Cercare di introdurlo sempre nelle minestre, ma non consumarlo a crudo. Saltalo sempre, anche per pochissimi minuti.

Alghe

Le alghe possono aiutare molto nel metabolismo e nello smaltimento del gonfiore. Quindi ogni tanto utilizza le alghe, o come integratore o in cucina.

Tisana drenante

Un altro rimedio molto efficace è una tisana drenante, che puoi far preparare direttamente da un erborista con: mirtillo, arancio amaro, pilosella, ortosiphon, centella asiatica, finocchio, betulla, coriandolo.

Tarassaco

Il tarassaco è un’erba usata come diuretico naturale nella medicina tradizionale per lungo tempo.

I diuretici naturali possono aiutare a ridurre la ritenzione idrica facendo sì che tu vada in bagno più spesso.

In uno studio 17 volontari hanno preso 3 dosi di estratto di foglie di tarassaco per un periodo di 24 ore.

Hanno monitorato l’apporto di fluidi e l’eliminazione nei giorni seguenti e hanno riscontrato un significativo aumento della quantità di urina prodotta.

Sebbene si sia trattato di un piccolo studio senza gruppo di controllo, i risultati indicano che l’estratto potrebbe essere un diuretico.

Altre erbe

  • Equiseto: Uno studio ha evidenziato che l’equiseto ha un effetto diuretico.
  • Prezzemolo: Questa erba ha reputazione di diuretico nella medicina popolare.
  • Ibisco: la Roselle, una tipologia di ibisco, è stata usata nella medicina popolare come diuretico. Uno studio recente supporta questa proprietà.
  • Finocchio: Questa pianta può avere effetti diuretici.
  • Ortica: Questo è un altro rimedio popolare usato per ridurre la ritenzione idrica .
  • Succo di Cranberry: Si dice che il succo di cranberry abbia effetti diuretici.

5. Fai movimento tutti i giorni

Evita di trascorrere troppo tempo seduta e di tenere le gambe incrociate.

Se riesci a fare un movimento di buona qualità piuttosto che andare in palestra è ancora meglio.

Fai una passeggiata quotidiana di mezz’ora, il movimento del piede sull’asfalto aiuta a mettere in moto tutto l’apparato circolatorio e linfatico e quindi aiuta a disintossicarsi. Molto buono può essere il pilates, ottimi il qi gong e il tai chi.

Anche il cibo più sano del mondo non basta a vivere bene se non fai abbastanza movimento.

Cerca di camminare in modo comodo, quindi evita di camminare quotidianamente con i tacchi e soprattutto evita i vestiti stretti e sintetici che per uso quotidiano possono peggiorare la ritenzione idrica.

6. Massaggi contro la ritenzione idrica

Infine puoi agire localmente con dei trattamenti estetici, cioè rimuovere i depositi che si sono già creati aiutandoti con delle creme naturali, facendo dell’auto-massaggio.

Puoi anche farti massaggiare da mani esperte che sappiano trattare questo tipo di accumuli. Scrub con l’olio e fanghi naturali o a base di argilla o a base di alghe possono aiutare tantissimo.

Sono tutti escamotage per migliorare la circolazione localmente e ridurre la ritenzione idrica.

 

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Fonte: Energy Training

 

 

 

 

 

 

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Ritenzione idrica: cos’è e come combatterla

La ritenzione idrica è un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce con diversa intensità milioni di persone, soprattutto donne (30 % della popolazione italiana femminile). All’origine del problema possono esistere gravi patologie come disfunzioni cardiache o renali, infiammazioni severe e reazioni allergiche. Spesso però il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici

Ritenzione idricaIn medicina il termine “ritenzione idrica” viene utilizzato per indicare la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo. Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).

Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.

Proprio per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Molte donne infatti attribuiscono erroneamente alla ritenzione il proprio sovrappeso ignorando che, in assenza di patologie importanti, il contributo della ritenzione idrica sull’aumento di peso è tutto sommato marginale. E’ invece vero il discorso contrario; è cioè il sovrappeso a rallentare la diuresi e favorire la ritenzione idrica.

Per verificare l’effettiva presenza del disturbo esistono molti test più o meno affidabili. Se per esempio non si ha la possibilità di effettuare l’esame del peso specifico delle urine, è sufficiente premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia per un paio di secondi. Se dopo aver tolto il dito rimane ben visibile l’impronta siamo con tutta probabilità in presenza di ritenzione idrica.

 

Cure e rimedi

La cura della ritenzione idrica si basa sulla correzione delle cause che hanno dato origine al disturbo. Come abbiamo visto nella parte introduttiva, in assenza di patologie importanti, il maggiore responsabile della ritenzione idrica è lo stile di vita. Alcune abitudini poco salutari contribuiscono ad aggravare la situazione (fumo, eccessivo consumo di alcolici, sovrappeso, predisposizione per i cibi salati, abuso di farmaci e caffè, abiti troppo stretti, tacchi troppo alti e rimanere a lungo in piedi senza muoversi).

In quest’ultimo caso si consiglia di alzarsi di tanto in tanto sulle punte dei piedi in modo da stimolare la circolazione ed il ritorno venoso.

Insieme alla correzione di tutti i fattori di rischio sopraindicati può essere utile posizionare un cuscino sotto il materasso in modo da sollevarlo dalla parte dei piedi.

L’arma migliore per combattere la ritenzione idrica rimane comunque l’attività fisica. Il movimento, purché sia eseguito regolarmente e con razionalità, contribuisce infatti a riattivare e rinforzare il microcircolo. L’esercizio più indicato in questi casi è una sana e tranquilla passeggiata. La corsa, l’aerobica, lo spinning, il sollevamento pesi, e più in generale gli sport che prevedono frequenti impatti con il terreno (pallavolo, tennis, jogging, corsa) sono invece controindicati.

Una valida alternativa è rappresentata dal nuoto e dalla bicicletta (poco utile quella tradizionale, meglio utilizzare il modello “recline” con le gambe che pedalano in orizzontale anziché in verticale). Anche esercizi propriocettivi e di mobilizzazione della caviglia sono indicati in caso di ritenzione idrica causata dainsufficienza venosa.

Al termine della seduta lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, favorisce il ritorno venoso e l’eliminazione delle tossine prodotte.

 

Dieta e ritenzione idrica

Una dieta ad alto contenuto di scorie (fibra alimentare) aumenta la motilità intestinale ed allontana il pericolo di stitichezza, un disturbo che ostacola il deflusso venoso a livello addominale.

E’ quindi importante consumare molta frutta e verdura ed in particolare quella ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza, meglio conosciuta come vitamina C, sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti ecc.), alcuniortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni) e tuberi(patate soprattutto se novelle).

Un giorno alla settimana, specie se successivo ad una grande abbuffata domenicale, è consigliata una dieta disintossicante particolarmente ricca di liquidi (the, tisane, succhi di frutta) e vegetali. In questo giorno la carne andrà sostituita con il pesce, più digeribile perché meno ricco di tessuto connettivo. Durante queste 24 ore andranno aboliti anche i grassi ad eccezione dell’olio di oliva e degli oli di semi. Una bella sudata in palestra, magari accompagnata da una sauna o da un bagno turco rilassante, stimolerà ulteriormente il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione di tossine.

L’acqua deve diventare una fedele compagna e come tale va portata sempre con sé. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la ritenzione idrica. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno. In generale è buona regola aumentare le dosi quando il colore delle urine è troppo scuro e/o di cattivo odore (per esempio nel periodo estivo o più in genere quando si fa sport e si suda molto).

Alcune bevande alcoliche e non (come aranciate, bibite, cola, succhi di frutta, birra, caffè zuccherato, tè ecc. ) oltre a fornire acqua apportano anche altre sostanze che contengono calorie (zuccheri, alcol) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina). Queste bevande vanno quindi usate con moderazione. E’ invece consigliato l’utilizzo di acque oligominerali o minimamente mineralizzate.

Probabilmente all’inizio, specie se si è abituati a bere poco, l’aumentato introito idrico stimolerà la diuresi, un po’ come succede quando l’acqua scivola da un vaso di fiori rinsecchito che viene annaffiato dopo un lungo periodo di tempo. Bevendo frequentemente ed in piccole quantità il corpo imparerà tuttavia ad assorbire una maggiore quantità di acqua un po’ come succederebbe per il terreno arido citato nell’esempio precedente.
RIMEDI NATURALI: fucus, pilosella, centella asiatica, mirtillo, tisane,pungitopo, ippocastano, carciofo

 

 

ALIMENTI SCONSIGLIATI:

Il sale ed il sodio in esso contenuto sono alcuni tra i principali alleati della cellulite. Questo minerale è infatti uno dei tanti fattori in grado di aumentare la ritenzione idrica dell’organismo. In una donna che soffre di cellulite tale disturbo è già accentuato a causa dell’alterata funzionalità del sistema venoso e linfatico.

Per questo motivo è importante assumere con la dieta alimenti dalle proprietà diuretiche evitando quelli che, come il sale, favoriscono la ritenzione idrica.

Limitare l’apporto di sodio con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:

non salare le pietanze

utilizzare poco sale durante la cottura (quando si prepara la pastasciutta abituarsi, per esempio, ad aggiungere il sale a cottura ormai terminata; in questo modo si riduce considerevolmente la quantità di sale assorbito dalla pasta)

limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi, patatine ecc.)

limitare il consumo di cibi confezionati

esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone o aceto tradizionale/balsamico

se la frutta è gradita può essere consumata in sostituzione degli snack salati come spuntino.

 

Alimenti consigliati per assumere molto potassio e pochissimo sodio, favorendo così il drenaggio dei liquidi.

Alimento
(per 100 grammi)
Potassio
mg / 100g
Sodio
mg / 100g
Funghi secchi
Albicocche
Fagioli bianchi
Piselli
Uvetta
Mandorle
Prugne secche
Semi di girasole
Datteri secchi
Patate
Broccoli
Funghi freschi
Farina d’avena
Carne rossa
Tacchino
Riso
Mele
Cipolle
5370
1370
1300
930
860
835
824
725
649
411
373
367
360
340
333
150
44
135
32
11
3
26
53
20
8
2
18
3
14
3
5
51
46
10
3
9

 

Bisogna comunque ricordare che il sodio è un minerale essenziale per l’organismo ed un’eccessiva carenza, anche se difficilmente realizzabile con la normale alimentazione, potrebbe avere effetti collaterali importanti (nausea, crampi muscolari, affaticamento, apatia mentale).

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Fonte:  my-personaltrainer

 

 

 

Different forms of ginger

Ecco il rimedio formidabile per tornare in forma (e senza cellulite) in un baleno.

Lo zenzero è una spezia che possiede diverse proprietà, ma bisogna saperlo usare in modo corretto per ottenere i suoi benefici. Può essere assunto in polvere aggiunto per insaporire le pietanze o si può utilizzare la radice fresca grattugiata. Il suo utilizzo in cucina è sempre maggiore in quanto favorisce la digestione e lascia al cibo un retro sapore leggermente piccante e una profumazione canforata con un sentore di limone e cannella.

 

1. Emicrania. Si consiglia un infuso a base di zenzero da preparare facendo bollire l’acqua con pezzettini di radice di zenzero, da dolcificare con miele; in caso di attacco improvviso di emicrania si può anche masticare direttamente un pezzettino di radice di zenzero.

2. Calmante e lenitivo. Non tutti sanno che lo zenzero può essere utilizzato anche attraverso gli impacchi per calmare i dolori muscolari dovuti a strappi o cadute, o utilizzando l’olio essenziale di zenzero per massaggiare i muscoli anche dopo l’attività fisica. Viene anche usato per lenire scottature, eruzioni cutanee e herpes: basterà inserire delle fettine di zenzero in un panno di cotone che posizionerete sulla parte superiore di una pentola per la cottura a vapore, lasciandoli per 10 minuti. Una volta che il panno è tiepido potrete applicarlo sul corpo lasciandolo in posa per 15 minuti circa.

3. Attenua l’appetito e favorisce la digestione. Per sfruttare al meglio le sue proprietà si suggerisce di preparare una tisana da bere prima dei pasti, in quanto agisce reprimendo l’appetito e favorendo la digestione. Per preparare la tisana a base di zenzero servono: mezza tazza di radice di zenzero fresco grattugiata, 3 tazze d’acqua, miele, succo di limone. In alternativa si può anche tagliare un pezzetto di radice di zenzero e masticarla prima di ogni pasto oppure saltarlo in padella insieme alle verdure.

4. Abbassa la pressione sanguigna. Lo zenzero è utile per curare l’ipertensione perché aiuta a rallentare l’accumulo di piastrine e il formarsi di coaguli nel sangue.

5. Anticellulite. Puoi unire un pezzetto di zenzero fresco a una tazza di tè, lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e poi bere; il trattamento per uso esterno invece potrebbe essere a base di olio di mandorle dolci con aggiunta di 2 gocce di olio essenziale di zenzero e 1 goccia di arancio amaro da massaggiare sulla parte interessata.

(Fonte: Caffeina)

 

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cibiproteici

Cibi proteici: la lista dei 10 alimenti più ricchi di proteine

I cibi proteici sono fondamentali per la nostra dieta, perché sono i mattoni su cui il nostro corpo si “costruisce” e si mantiene in piedi. L’importanza delle proteine è nota da tempo, ma è soprattutto in giovane età, per non parlare dell’infanzia, che non possono mancare nell’alimentazione quotidiana. Dal momento che i cibi proteici servono ai muscoli, per mantenersi tonici, anche gli sportivi hanno bisogno di introdurli in quantità superiore alla media ogni giorno.  Questo accade perché diversamente dalle altre sostanze nutritive contenute negli alimenti, le proteine hanno la caratteristica di farci spendere più energie per poter essere metabolizzate, di conseguenza, al di là del loro contenuto calorico, ci aiutano a perdere peso perché stimolano il metabolismo. Ecco allora la lista dei 10 alimenti più ricchi di proteine.

1) Le uova contengono il 93% di proteine, un vero e proprio concentrato di energia. L’uovo è un alimento completo, composto da due parti distinte: il tuorlo, la parte gialla interna, e l’albume. Dato che il tuorlo, pur contenendo tante ottime sostanze nutritive, è anche ricco di colesterolo, noi vi suggeriamo, per una dieta dimagrante, di consumare anche solo gli albumi, che contengono tantissime proteine ma sono molto più magri. Anche una semplice frittata di albumi, ad esempio, può costituire un secondo piatto gustoso, energetico e leggero. Magari conservate i tuorli per preparare una golosa crema per la merenda dei bambini.

2) La soia è un legume ricchissimo di proteine di origine vegetale, peraltro di ottima qualità. La quantità è davvero elevata, ci aggiriamo intorno all’80%, per questo si tratta di un tipo di alimento che insieme ai suoi vari derivati, come ad esempio il tofu, anche detto formaggio di soja, è fondamentale nella dieta dei vegetariani e dei vegani. Cibo versatile, è anche ideale per tutti coloro che soffrono di intolleranza al lattosio e alle proteine del latte vaccino, perché la bevanda che se ne estrae funge proprio da ottimo sostituto del latte, e può essere egregiamente utilizzato anche per la preparazione di dolci.

3) Il formaggio tipo grana è una fonte favolosa di proteine di qualità eccellente. E’ un alimento digeribile, adatto ai bambini, inclusi quelli che soffrono di intolleranza al lattosio (unico tra i formaggi), che contiene il33% di proteine. Magari non è da annoverarsi tra i cibi proteici economici, ma risparmiando su “pasticcetti” ci si può concedere del grana fresco soprattutto quando alla nostra tavola ci sono anche bambini in crescita.

4) Il petto di pollo è un alimento che a volte tendiamo (ingiustamente) e relegare tra i cibi “da ospedale”. In realtà, cucinato ai ferri e mangiato con una ricca insalata, con il suo buon contenuto di proteine di ottima qualità (circa 30%), la sua digeribilità e tutte le virtù della carne magra bianca, è un secondo piatto ideale per tutti.

5) Le lenticchie sono un legume, e come tutti i legumi contengono molte proteine di origine vegetale. Nello specifico siamo intorno al 22%, che abbinate ai carboidrati – ad esempio in zuppe o crocchette – costituiscono una fonte energetica straordinaria, e non eccessivamente calorica. Le lenticchie sono più digeribili rispetto ai fagioli, e si cuociono in tempi più brevi, per questo noi consigliamo sempre di consumare quelle fresche (e secche naturalmente), piuttosto che quelle precotte in barattolo, che peraltro contengono molto sale “nascosto”.

6) Il pesce, come la carne, contiene molte proteine nobili, che si assimilano facilmente e soprattutto che, a differenza della carne (soprattutto rossa), non si abbinano a grassi nocivi. Il salmone, ad esempio, è davvero un alimento perfetto anche per una dieta dimagrante, nonostante sia un pesce grasso. Ricco di Omega 3, aiuta a ripulire le arterie e con il suo 25% di ottime proteine e ci aiuta a mantenerci in piena forma. Da considerare che i grassi contenuti nel salmone preservano anche la fertilità femminile.

7) Il filetto di manzo o vitello è una prelibatezza che tutti i “carnivori” apprezzano. Si tratta di carne di prima scelta, e tra gli alimenti proteici sicuramente uno dei più ricchi, con il suo quasi 40% per 100 grammi. Concedersi ogni tanto un buon filetto cotto al sangue, insaporito con spezie come il pepe verde, senza aggiunta di grassi o sale, è una scelta eccellente anche durante una dieta dimagrante.

8) Cibi proteici economici? Beh… le sardine! Delizioso, saporito pesce azzurro dei nostri mari, lo troviamo in pescheria a prezzi accessibili e con il suo 32% di contenuto proteico per 100 gr costituisce una fonte di proteine notevole, un alimento sano e gustoso, adatto a tutti. Possiamo anche scegliere le sardine sott’olio e abbinarle a tanta ottima verdura per avere un secondo piatto facile, veloce, completo e low cost.

9) Il cioccolato, che ci crediate o meno, contiene una buona quantità di proteine. Questo nobile alimento, nella sua versione più pura (quindi amaro e fondente) contiene un buon 20% di proteine, e quindi non ci fa certo male inserirne qualche quadratino (che senza aggiunte di creme, latte e nocciole ha anche poche calorie), nella nostra dieta quotidiana. Inoltre queste specifiche proteine del cioccolato, contengono la tiroxina, una sostanza che stimola in modo naturale la produzione di dopamina da parte del nostro organismo, ovvero l’ormone del benessere!

10) I pinoli, ingrediente di tante ottime ricette salate o dolci (non ultimo il pesto alla genovese), è una straordinaria fonte proteica. Siamo intorno al 32% per 100 gr, praticamente la stessa percentuale della bresaola. Naturalmente è difficile mangiare 100 gr di pinoli tutti in una volta, ma si tratta comunque di un alimento molto piùsostanzioso di quanto si pensi. Possiamo tostarli e aggiungerli alla nostra insalata o ad una gustosa pasta alle verdure, ridurli in farina e usarli per impasti di dolci o per croccanti e inedite impanature… insomma, non c’è limite alla fantasia.

 

P.S. Nei nostri ricettari troverai moltissime ricette da preparare con il tuo Bimby, utilizzando questi ingredienti!

 

 

(Fonte: Pourfemme)

metabolismo2

Metabolismo, consigli per velocizzarlo

Il nostro peso dipende al 90% dal nostro metabolismo e soprattutto da come lo stimoliamo. Ovviamente lo influenziamo con la dieta, ma soprattutto con lo stile di vita: tanto sport, tanto stress o sedentarietà sono gli elementi che determinano il nostro peso. È vero anche che per natura ci sono persone che bruciano di più di quello che consumano e persone invece destinate a ingrassare solo guardando il cibo. Il metabolismo è l’insieme dei processi biochimici ed energetici con cui si sintetizzano gli alimenti. Vediamo quindi qualche consiglio su come velocizzarlo.

Prima di tutto fare movimento. Più ci muoviamo più bruciamo calorie, perché abbiamo bisogno di energia. Quindi impegnatevi una, due, tre volte la settimana (anche tutti giorni) a ritagliarvi dai 30 ai 60 minuti per fare un po’ di sport. Va bene anche una bella camminata. E’ consigliabile sporta aerobico, che tra l’altro fa molto bene anche al cuore e contribuisce a mantenere basso il colesterolo. Il concetto che dobbiamo avere in mente è il seguente: il corpo è come una macchina che ha bisogno di benzina. Perché funzioni e sia veloce non deve mai andare in riserva, ma neanche essere appesantita da un eccesso di carburante (che altro non è che il nostro cibo).

 

Bevete molta acqua e mangiate cibi piccanti per aumentare la sudorazione. Poi, mangiate spesso, iniziando da una buona colazione. Ricordatevi la regola dei 5 pasti: 3 principali più due spuntini (Trovi consigli e approfondimenti nei nostri ricettari). Per fare in modo che il nostro corpo continui a bruciare dobbiamo assumere cibo spesso.  Non è quindi una buona idea digiunare, nella speranza di dimagrire, perché non si andrà a smaltire massa grassa, ma solo massa magra. Ecco quindi che mangiare, in questo caso, è un valido aiuto per smaltire. E’ consigliabile seguire una dieta ipocalorica, possibilmente proteica.

 

Favorite i dolcificanti naturali, come fruttosio e la stevia, ed eliminate lo zucchero bianco per far posto a quello di canna, perché il primo crea tensioni addominali. Questa è la principale regola, ma ovviamente va molto curata la dieta in generale. Tenete in considerazione una cosa fondamentale: la dieta proteica è la dieta più importante per dimagrire ma anche per tonificare. Non escludete completamente i grassi e la carne rossa dalla dieta. E’ infatti, cosa nota che un regime alimentare a basso tenore lipidico tende a rallentare il metabolismo.

P.S. Nella Compilation Premium 3, trovi tante ricette e consigli, per velocizzare il tuo metabolismo! Clicca qui!

 

(Fonte: Pourfemme)

 

 

gambeperfette

Interno coscia ”molliccio” e polpacci grossi, addio. Per gambe sottili, toniche e perfette, c’è solo una cosa che devi fare. Questa

Le gambe perfette sono solo questione di natura? Forse un po’ sì. Ma non completamente. Le gambe perfette si possono anche ottenere con l’esercizio, la dieta, la determinazione. Scolpire letteralmente le gambe si può. Basta anche solo andare su Instagram dove le modelle più belle del mondo danno consigli sugli esercizi da fare per avere gambe da urlo. Per esempio qua sotto riportiamo tre esercizi semplicissimi, da fare 3 volte a settimana, che possono aiutarti davvero ad avere le gambe che hai sempre sognato.

1)Partiamo dall’interno coscia (che è la prima zona delle gambe che perde di tono). Tonificarlo significa dare alle gambe un aspetto diverso. Cosa fare? L’aiuto ideale è l’adductor machine, ovvero quell’attrezzo (che si trova in tutte le palestre) che ti fa chiudere e aprire le gambe sollecitate da pesi. Se invece non vuoi andare in palestra e preferisci fare a casa, procurati  una palla fitness e stringila tra le ginocchia come se stessi cercando di spaccare una noce. Le serie? 4 da 15 ripetizioni attivano la tonificazione.

2)Per combattere la cellulite (che colpisce le gambe grosse ma anche quelle magre) fanno miracoli gli affondi. In piedi, con gambe leggermente divaricate, piega in avanti la gamba creando tra pavimento e ginocchio un angolo di 90°. Poi torna in posizione e alterna per 15 volte tenendo addominali e glutei contratti.

3)Snellisci i polpacci. Per farlo basta un esercizio di stretching che li fa assottigliare gradualmente. Mettiti seduta con le gambe tese, allungati con la schiena fino alle punte de piedi, toccandole. Resta in questa posizione finché non sentirete bruciore nella zona polpacci. Quando senti bruciore, sappi che è buon segno: significa che stai lavorando bene. Ora torna nella posizione iniziale e ripeti per un totale di tre volte, mantenendoti in tensione almeno per 20 secondi.

 

 

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(Fonte: Caffeina)